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= L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA<= /span>

Sabato 29 Ottobre 2005 provincia Pagina 31

VILLAFRANCA. Durante il convegno sul bicentenario


«Mazzini un terrorista»= ;
Volantini provocatori

Villafranca. «Giuseppe Mazzini? Era un terrorist= a, feroce persecutore degli uomini di chiesa, papà delle brigate rosse = che insanguinarono l’Italia un secolo dopo la sua scomparsa»: con <= span class=3DGramE>questa agguerrita provocazione storica il Comitato per= la celebrazione delle Pasque veronesi ha movimentato il convegno imperniato proprio sul fondatore della Giovine Italia, svoltosi all’auditorium comunale. Un appuntamento, quello dell’assessorato comunale alla cultura con il contributo del Comitato del museo del risorgimento, organizzato per celebrare il bicentenario della nascita dello statista.
L’iniziativa, a quanto pare, è stat= a mal digerita dai paladini delle Pasque v eronesi (m= oti anti-francesi del 1797) guidati da Nicola Cavedini il quale, con l’aiuto di un paio di collaboratori, ha distribuito agli studenti che si accingevano ad entrare all’auditorium un pepatissimo volantino. Sul quale, per l’appunto, veniva preso di mira Mazzini e condannato il «nefando risorgimento» ch= e, era scritto fra l’altro, «va inquadrato nella sua e ssenza di rivoluzione anticristiana, che seminò= ; i bacilli letali dell’empia rivoluzione francese in Italia. I giovani devono sapere non la propaganda bugiarda ma chi = furono i veri eroi di quel tempo: il Beato Pio IX, l’imperatore Francesco Giuseppe, i sovrani illegittimamente spodestati e l’infinito numero di persone comuni, di fedeli cattolici che sacrificarono la propria vita sui c= ampi di battaglia o soffrirono la persecuzione quotidiana, pur di restare fedeli= a Dio, ai legittimi governi e alla tradizione cristiana».
Le «menzogne risorgimentali» e gli attacchi al «Robespierre italiano» sono quindi finiti al centro della dispu= ta scatenatasi tra lo stesso Cavedini e Silvio Pozzani
, presidente dell’Associazione mazziniana italiana di Verona. Pozzani aveva appena finito= di relazionare sui meriti di Mazzini ai ragazzi delle due classi quinte presenti (una dell’Anti e u= na del Bolisani) e a qualche altro villafranchese, 35 persone in totale.
«Ma quale terrorista?», si è scandalizzato Pozzani. «Mazzini, al di l&= agrave; dei suoi rapporti con la chiesa, rispettava tutte le fedi. In ogni c= aso fu il protagonista di un movimento, quello risorgimentale, che riallacciò l’Italia all’Europa. Que= ll’Europa da cui le vostre idee antiquate ci avrebbero inevitabilmente tenuti lontani». Bollando gli invadenti ospiti come fanatici, Pozzani ha insistito: «Voi fate un uso impropri= o e retrogrado della fede religiosa. Il risorgimento triste e nefando? Ma in quale periodo storico l’Italia fu uno sple= ndore? Il rinascimento? Certo, ma ricordo a tutti che a= nche allora il paese fu attraversato da una significativa rivoluzione di fatti e pensieri».
Insomma, il dibattito si è acceso con insospettata vivacità, alimentando un recupero di furore politico che i triti battibecchi partitici dei giorni nostri tendono invece decisamente a sopire= .
«Quella chiesa in nome della quale questi signori si sono presentati&= raquo;, ha poi aggiunto Pozzani, «è la ste= ssa chiesa cattolica integralista che imperava prima del risorgimento, in tutto= e per tutto analoga all’Islam odierno. Quella chiesa che, tra l’altro, ghettizzava gli ebrei».
«Chi fa del revisionismo storico per affermare tesi strumentali al proprio credo politico effettua op erazioni scorrette dal punto di vista storico, politico e civile. Cosa vogliono questi? Tornare al potere temporale dei papi?», si è chiesta l’assessore alla cultura Isabella Rovero= ni. «Va detto: la visione di questi anti-mazziniani è anacronistic= a e del tutto superata». (fr.ar.)