La menzognera propaganda della Triplice Intesa in funzione anti-tedesca

I bambini del Belgio e la favola delle mani tagliate

Rispolvero una vicenda che ritengo utile segnalare, in occasione del centenario della Grande Guerra. Com'é noto, nell'agosto del 1914, i tedeschi della Germania di Guglielmo II entravano in Belgio per prevenire un attacco francese. Troppo complesso dar conto delle ragioni per cui venne inventato lo Stato belga.

A sinistra: La copertina del libro Il Belgio sotto la spada tedesca, scritto dal giornalista nazionalista novarese Ezio Maria Gray. A destra: La macchina propagandistica dell’arsenale della democrazia si mette all’opera. L’espressione arsenale della democrazia fu coniata da F.

D. Roosevelt nel 1940 e così ancora oggi pomposamente si celebrano gli Stati Uniti d’America. Lo stupro del Belgio (da parte dell’esercito imperiale tedesco): così titolava la stampa statunitense (New York Tribune, 5 novembre 1917) per forzare l’opinione pubblica americana, in larga misura isolazionista e riluttante, ad intervenire nel conflitto europeo contro g’Imperi centrali e in appoggio alle Potenze dell’Intesa.

All'invasione del Belgio, fece seguito una furiosa e calunniosa propaganda anti-tedesca sviluppatasi nei Paesi democratici dell'Intesa; la menzogna era costituita dall'accusa secondo cui, per dar sfogo alla propria crudeltà, i soldati tedeschi avevano mozzato le mani a dei bambini di nazionalità belga. Comparvero cosi le foto di fanciulli con i moncherini bendati in seguito, si diceva, al taglio delle loro mani. L'Italia massonica e liberale aveva dichiarato la propria neutralità, rompendo la Triplice Alleanza con gl’Imperi di Germania e Austria, a cui era legata; in un secondo tempo, essa firmerà il Patto di Londra (aprile del 1915) che implicava il suo passaggio nel campo dell'Intesa. Ciò avvenne sotto lo stesso Presidente del Consiglio, che già si era impegnato ad osservare la neutralità (Salandra). La menzogna dei bimbi del Belgio e delle loro manine amputate, fu diffusa nell'Italia interventista dalla stampa massonica e nazionalista.

A sinistra: Atrocità attribuite alla Germania imperiale del Kaiser Guglielmo II da parte della propaganda inglese, con tanto di soldati germanici che infilzano neonati con le baionette. A destra: Vèndicali! Il tempo di agire è adesso”, scrive questo manifesto, che riporta la fola di soldati canadesi che sarebbero stati crocifissi dai tedeschi durante la I Guerra Mondiale. In altri articoli di giornale si accusavano le truppe imperiali tedesche di aver mutilato i seni alle donne e le mani ai bambini belgi, affinché, da adulti, questi non potessero imbracciare le armi.

All'inizio del 1915 comparve un libro, intitolato: Il Belgio sotto la spada tedesca. La copertina rappresentava una caricatura del Kaiser con l'elmo chiodato, che con una grossa spada infieriva sul piccolo Belgio, raffigurato da una carta geografica; l'Autore si chiamava Ezio Maria Gray.

A sinistra e sotto, a sinistra:

Opera di un oscuro scultore inglese, Francis Derwent, questo bassorilievo, intitolato Golgota del Canada, apparve nel 1919 ed è conservato al Museo Canadese della Guerra. La scultura riprende la leggenda nera antigermanica, costruita dalla propaganda alleata durante la I Guerra Mondiale. Il bassorilievo sollevò anche le proteste del Governo tedesco. Di recente il giornale Halifax Sunday Herald (12 luglio 2001) ha documentato la storia di questo falso, tanto che il Ministero della Difesa canadese aveva ritirato le fotografie dell’opera fin dal maggio del 1930, in mancanza di ogni prova circa la veridicità

del fatto, cfr. http://histomil.com/viewtopic.php?f=253&t=4476 Sotto, a destra: Manifesto di propaganda statunitense, che riprende la calunnia della crocifissione e invita a sottoscrivere i titoli del debito pubblico, chiamati Liberty Bond o Titoli della libertà, per finanziare la guerra e far cessare le presunte atrocità tedesche.

Sotto: Nondimeno una sopravvivenza del falso si ritrova in un brano di un film del 2008, Passchendaele, di cui qui sotto un fotogramma, film che trae il suo nome da un villaggio belga nei pressi di Ypres, che fu teatro di diverse sanguinose battaglie, l’ultima delle quali fra alleati e tedeschi, nel 1917 https://www.youtube.com/watch?v=CyNPzxrhi-w

Gray, piemontese, era un notissimo esponente del Partito Nazionalista di Enrico Corradini, il più acceso tra gli interventisti, ma anche fervente anti-socialista. Il Partito Nazionalista nel 1922 sarebbe confluito nel PNF ed Ezio Maria Gray sarebbe entrato alla Camera in quota nazionalista in seno al partito fascista; per un certo periodo fu "gran consigliere"; si mormorava che fosse il capo dell' OVRA, un acronimo inventato dal Duce per terrorizzare gli antifascisti, ma nei fatti mai esistita. L'onorevole Gray fu condannato dopo la guerra, ma poi amnistiato. Nel 1953 fu eletto alla Camera nelle liste del MSI; in quel contesto io lo conobbi a Torino, nel 1961. Era un oratore di prim'ordine ed umanamente simpatico, in quello ch’era il partito guidato dal saggio Arturo Michelini; dopo sarebbero arrivati gli sbruffoni e i traditori. Nel 1965 o ‘66 (non ricordo) l'onorevole Gray — che a Torino era di casa, essendo di Frassineto Po — tenne un convegno nella federazione di Via Cernaia. Al termine dell'incontro mi avvicinai e, con molto tatto, dopo essere volutamente entrato in argomento, gli chiesi cosa ci fosse di vero sulla vicenda dei bimbi mutilati del Belgio1 . L'onorevole mi confessò che era tutta una menzogna, inventata per

La campagna mistificatoria ordita dagli statunitensi per screditare la Germania guglielmina ha inizio, pare, in un rapporto datato 12 settembre 1917 e inviato al Segretario di Stato americano dal rappresentante diplomatico statunitense in Belgio, Brand Whitlock, con un passato da giornalista alle spalle. In esso l’ex-Ambasciatore dà conto delle presunte atrocità che sarebbero state commesse addirittura nel primo mese di conflitto (agosto 1914) nella zona di Lovanio e in altre del Paese. “Le città furono saccheggiate e bruciate, le case depredate; in molti luoghi parte della popolazione (uomini, donne e bambini) furono ammassati nelle pubbliche piazze e falciati a terra dalle mitragliatrici; ci furono innumerevoli casi individuali d’incredibile brutalità, commessi senza vergogna.

propaganda. Questo fu ammesso anche dai vincitori dell'Intesa, dopo la Grande Guerra. Mi convinsi perciò che occorre molta cautela, prima di accettare qualunque tipo d’informazione e che, comunque, prima o poi la verità viene fuori. L'onorevole Gray morì nel 1968, prima dello scatenarsi dell'inferno e dell'aggressione alla destra parlamentare. In questo periodo che appare dominato dal Demonio occorre più che mai stare dalla parte della Verità, senza cedere ai facili compromessi, ricordando che dovremo render conto nell’al di là, o forse già nell’al di qua, delle nostre colpevoli debolezze.

Raimondo Gatto

Che le loro mani siano state recise o no, che siano stati infilzati o meno sulle baionette, si sparò ai bambini a sangue freddo, in forza di ordini militari. Nel tremendo crimine alla roccia di Bayard, là dove la Mosa passa sotto Dinant, si sparò senza pietà a infanti tenuti in braccio dalle loro madri. Quest’azione, mai sorpassata in crudeltà da nessuna orda di selvaggi, è descritta dallo stesso Vescovo di Namur”. Per il testo completo in inglese, cfr.

http://www.firstworldwar.com/source/germanatrocities_usreport.htm

A riprova della strumentalità e falsità delle accuse portate da Withlock, appare davvero strano che costui, Ambasciatore statunitense a Bruxelles fin dal 1913 e che si dimostra ora tanto turbato, nella sua delicata coscienza, dalle efferatezze che denunzia, non vi abbia mai fatto cenno prima, riportandole invece solo nel 1917, allorché scrive a Washington, mentre è in esilio in Svizzera. Guarda caso, cinque mesi dopo l’ingresso in guerra degli Stati Uniti contro gl’Imperi centrali. N.d.r.

Sopra: Fotogramma dal film muto di propaganda americana The Prussian cur [Il Prussiano bastardo], diretto da Raoul Walsh nel 1918. Nella pellicola, oggi perduta, è inscenata la crocifissione di un soldato alleato da parte tedesca.

Sopra, a sinistra: L’argomento più efficace contro la democrazia sono cinque minuti di conversazione con un elettore medio”, Winston Churchill. Sopra, a destra: Il volume di Charles P. Pierce: America idiota. Come la stupidità divenne virtù nella terra della libertà.

Sopra, a sinistra: Manifesto di propaganda canadese contro la Germania guglielmina, al tempo della I Guerra Mondiale. “Una volta tedesco, sempre tedesco”, si ammonisce. Eloquenti le immagini della guerra sottomarina condotta dagli U-Boot tedeschi; e quelle di brutalità addebitate al soldato germanico, dietro cui compare l’industrialecommerciante con il suo campionario in valigia. L’invito autarchico recita: “Ogni tedesco assunto, comporta un lavoratore britannico disoccupato. Ogni prodotto tedesco acquistato, determina un prodotto britannico invenduto”. Edith Cavelle era un’infermiera inglese in Belgio, fautrice del lavoro extradomestico come forma di affermazione della donna, a capo di una rete di resistenza anti-tedesca che permise la fuga di circa duecento prigionieri. Confessate le azioni di cui si era resa responsabile, la Cavelle venne fucilata il 12 ottobre 1915, accettando la sentenza ricevuta, che considerava giusta. La sua morte fu abilmente sfruttata dalla propaganda britannica, che la trasformò in martire e riuscì a raddoppiare i reclutamenti nei due mesi successivi alla morte della Cavelle. Sopra, a destra: Manifesto di propaganda statunitense, dove la Germania imperiale è effigiata come una sorta di primitivo King-Kong, con l’elmetto chiodato prussiano in testa. “Distruggi questa bestia folle. Se questa guerra non viene combattuta per farla terminare in Europa, essa arriverà sul suolo degli Stati Uniti”.

Sopra, a sinistra: Manifesto di propaganda statunitense, dove si vede un grappolo di proiettili da cannone, “da consegnare in fretta”, che un marinaio sta issando sulle navi, tramite un paranco. Lo slogan dice: Aiuta a trasportare le merci. Fallo adesso!. Sopra, a destra: Manifesto di propaganda canadese, dove un milite tedesco trafigge con la baionetta un fanciullo angelicato.

MANIFESTI DI PROPAGANDA ANTI-TEDESCA VOLUTI DAL PRESIDENTE STATUNITENSE WOODROW WILSON (1856-1924)

Sopra a sinistra: “Sconfiggete il Kaiser e i suoi U-Boots sottomarini. La vittoria dipende da quello che viene meno per primo, il cibo o il terrore”. Sopra a destra: Alt all’unno! Acquista i titoli di Stato degli Stati Uniti. Terza emissione per la libertà”. Durante il primo conflitto mondiale l’isteria anti-tedesca fu rivolta contro la Patria di origine degli americani che avevano ascendenze germaniche. Questo manifesto di propaganda, pubblicato dal Governo statunitense, raffigura il duello contro un malvagio tedesco, chiamato spregiativamente “unno”. Il manifesto reca la firma di Henry Patrick Raleigh.